Il Dott. Mazzotta ha contribuito con i suoi studi di
Microsocopia in vivo nell'uomo, alla validazione dell'intera
procedura. Gli studi di microsocopia confocale in vivo
condotti dal Dott. Mazzotta sono stati i primi a livello
mondiale su questa tecnica e rappresentano il primum movens
della fiducia e diffusione
della metodica in tutto il Mondo, inclusi gli USA dove
recentemente è partito lo studio della FDA.
"Il libro sul Cheratocono"
Analisi
micromorfologica in vivo della cornea cross-linkata mediante
microscopia confocale a scansione laser: primo studio
internazionale
Il Cheratocono è una malattia degenerativa
“ectasica” non infiammatoria della cornea ad esor-
dio generalmente puberale, progressivo nel 20 % dei casi
potenzialmentecandidabili a chirur-
gia, con incidenza riferita in letteratura di circa 1/2000
casi nella popolazione generale.
I valori di incidenza appaiono però significativamente
sottostimati alla luce della diffusione
delle attuali indagini Topo-Tomografiche e Pachimetriche.
Alterazioni a carico della struttura
del colla-gene corneale, della sua organizzazione, della
sostanza intercellulare nonché
l’apoptos e la ne-crosi cheratocitaria con alterazioni
prevalenti o esclusive a carico dello stroma
anteriore-centra-
le e nella lamina di Bowmann sono state
ampiamente documentate in letteratura tutto questo insieme rende ragione di una cornea
“indebolita” soprattutto nellacomponente “strutturale”
bio-meccanica. La metodica del cross-linking del collagene
corneale consiste nella foto-polimerizza-zione delle fibre
stromali per aumentarne la rigidità e la resistenza alla
“cherato-ectasia” attra-verso l’azione combinata di una sostanza fotosensibilizzante (riboflavina - vitamna B2) con l’irraggiamento mediante luce ultravioletta da
illuminatore in stato solido di tipo UVA, oggi deno-minato
Siena C.B.M. (Caporossi, Baiocchi Mazzotta) X-Linker C.S.O.
- C.E. approved.
Fin dall’inizio degli anni 90’ furono effettuati i primi
studi di fotobiologia per cercare di individu-
are “collanti biologici” attivabili con sorgenti termiche o
luminose in grado di incrementare la re-sistenza del
collagene stromale9 giungendo alla comprensione che l’azione
collante era media-
ta da un meccanismo ossidativo indotto
dalla liberazione di radicali ossidrilici (ROS: Reactiv
Oxi-gen Species). Meccanismo analogo di indurimento ed
ispessimento delle fibre collagene è
stato dimostrato nell’invecchiamento corneale10 legato ad un
ruolo attivo della glicosilazione
delle mo-lecole di tropocollagene età-dipendente. Le
proprietà biomeccaniche della cornea
dipendono for-temente dalle caratteristiche delle fibre
collagene (15.000 km), dai legami interfibrillari e dalla
loro disposizione spazio-strutturale. La resistenza biomeccanica della cornea nel cheratocono è ridotta del 50%
(Andreasson, Meek).La tecnica del cross-linking del
collagene corneale viene impiegata ad oggi sperimentalmente
(Dresda - Zurigo - Siena) per bloccare almeno pro-tem-pore
(circa 3 anni i tempi medi di rinnovo delle fibrille
collagene), la progressione della cherato-ectasia correlata al cheratocono in fase
refrattiva come una sorta di “freezing”
del collagene stromale con conseguente incremento della
stabilità biomeccanica della cornea.
Lo studio pilota di Wollensak e Coll ha avuto inizio a
Dresda nel 1998 con risultati molto incora-ggianti, tanto da
consentire l’estensione dello studio sull’uomo anche in
Italia per la prima
volta presso il Dipartimento di Scienze Oftalmologiche
dell’Università di Siena, dove abbiamo effettua-
to per la
prima volta a livello internazionale i test di validazione
degli studi pre-clinici (effettuati
su bulbi animali porcini
e di coniglio) ed umani enucleati mediante microscopia confocale a sca-nsione laser HRT II (Rostock Cornea Module)
direttamente in vivo nell’uomo.
Dopo unanime approvazione della ricerca “Siena Eye Cross
Project 2004”13 da parte del Comi-
tato Etico locale, in accordo con i principi della
dichiarazione di Helsinky, abbiamo effettuato
il trattamento di “cross-linking corneale Riboflavina-UVA” su
44 pazienti affetti da cheratocono
in stadio II in evoluzione (studio prospettico non
randomizzato di fase 2 in aperto) in day surgery,
in asepsi ed in anestesia topica (lidocaina 4% coll.)
per una durata complessiva di 30 minuti d’ irradiazione. Dopo
l’applicazione del blefarostato abbiamo impiegato un
marcatore da 9 mm
di diametro e proceduto all’asportazione dell’epitelio
corneale nei 9 mm centrali mediante scarifi-catore smusso o
“mazza da golf” analogamente ad una PRK. L’instillazione
della soluzione
fotosensibilizzante (riboflavina allo 0,1% - destrano al 20%)
oggi commercialmente denominata Ricrolin® prodotta da Sooft
Italia è stata effettuata a partire da 10 minuti prima
dell’inizio dell’ irraggiamento UVA. Con il primo
illuminatore UVA, ideato e sviluppato da Caporossi e Mazzotta sulla base di quello originale di Dresda (diWollensak,
Seiler e Spoerl) e realizzato
dalla ditta Exe-rion-Sas di Prato, costituito da 2 UVA-led
370-10, 750 microwatt x 2 (di Roithner Lasertechnic - Wien),
munito di potenziometro regolatore per il voltaggio, abbiamo
effettuato i primi 10 tratta-menti italiani di Cross-linking.
Il controllo dell’energia erogata, prima e durante il
trattamento, è stato effettuato mediante un UVA power-meter
(Lasermate Q - di Coherent) dotato di apposita testata di misurazione UVA.
Per l’irraggiamento è stata impiegata la lunghezza d’onda di
370 nm (pari al picco massimale
di assorbimento UVA della Riboflavina) ad 1,2 cm di distanza
dalla cornea con una potenza di
3 Mw /cm2 di superficie pari ad una energia di 5,4 joule/cm2.
Alla fine del trattamento i pazienti sono stati tutti
medicati con antibiotico ad uso topico (Ofloxacina coll. x
4), midriatico(Ciclope-ntolato x 2) e bendaggio oculare con
lente a contatto terapeutica morbida per quattro giorni.
Le lenti a contatto terapeutiche sono state rimosse in tutti
i pazienti in quinta giornata dal tratta-mento. Sono stati
effettuati successivamente i controlli oftalmologici
postoperatorie l’Analisi
Micro-morfologica In vivo14,15 dell’epitelio corneale,
dei plessi nervosi sub-basale, sub-epiteliale
e stromale
mediante microscopia confocale HRT II (Rostock Cornea Module
- Heide-lberg - Ger-many) integrata da Cheratoestesiometria
sec. Cochet-Bonnet) per la valutazione
della sensibilità corneale, a 7 gg, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi e
1 anno. L’esame confocale è stato effettu-ato previa
anestesia corneale topica (ossibruprocaina cloridrato coll.),
gel corneale (metilcellu-losa) con il microscopio confocale a
scansione laser HRT II (Rostock Cornea Module)
pre-ope-ratoriamente e a 7 gg 1, 3, 6 mesi e 1 anno dal
trattamento. Si tratta del primo studio
In vivo al mondo effettuato per tale metodica.
Analisi Confocale
dell’Epitelio Corneale e dei Plessi Nervosi
La rigenerazione dell’epitelio corneale è
stata regolare in tutti i pazienti trattati, nessun deficit
epiteliale né ritardo di guarigione. L’epitelio,
inizialmente sottile (10 micron), inizia a stratificarsi dal
primo mese (20-30 micron) assumendo caratteristiche
morfologiche più regolari ed omoge-nee del preoperatorio a
tre-sei mesi (40-45 micron) contribuendo notevolmente al
miglioramen-
to visivo in virtù del suo effetto compensatorio e
regolarizzante sulla superficie corneale.
L’analisi confocale dei plessi nervosi tra 7 e 30 giorni dal
trattamento ha dimostrato la totale sco-mparsa delle fibre
nervose indotta dall’azione combinata Scraping-Riboflavina-UVA.
La riboflavina concentra il 95% dell’energia UVA a livello sub-epiteliale e
stromale anteriore con conseguente necrosi delle fibre
nervose nell’area centrale di 9 mm sottoposta
all’irradiazione
UVA. L’inizio della rigenerazione nervosa sub-epiteliale si
può collocare microscopicamente e cli-nicamente tra il primo
e il secondo mese post-operatorio con la iniziale ripresa
della sensibilità corneale. Non sono invece apprezzabili modifiche strutturali dei nervi nell’anello periferico
non trattato oltre i 9 mm dal centro corneale evidenziandosi
chiaramente una zona di transizio-
ne laterale dimostrabile in
tutti i pazienti analizzati. La rigenerazione delle fibre
nervose è cara-
tterizzata dalla comparsa di flocculazioni neuritiche
sub-epiteliali nell’area centrale irradiata.
Essa continua
per tutto il periodo post-operatorio per completarsi nei mesi successivi restituendo
normale sensibilità alla cornea.
La metodica del cross-linking corneale riboflavina UVA
determina la scomparsa delle fibre ner-vose sub-epiteliali
nel primo periodo post-operatorio, fino al primo mese
nell’area centrale tra-ttata per effetto della
disepitelizzazione fino a 50 micron di profondità e per
foto-necrosi UVA indotta nello stroma anteriore-intermedio
fino tra 270 e 320 micron.Gli effetti citotossici del cro-
sslinking sono significativamente alti e concentrati nella
porzione anteriore della cornea per l’ele-vato assorbimento
dei raggi UVA da parte della riboflavina (effetto barriera)
che ne attenua
l' assorbimento e il passaggio ai livelli più profondi. Le
fibre nervose nell’anello periferico non trattato appaiono
risparmiate con una zona di transizione ben evidenziabile
microscopicamente. L’inizio della re-innervazione è
collocabile, insieme alla ripresa della sensibilità
corneale,a partire dal primo mese post-operatorio. Essa
continua in tutto il periodo successivo per completarsi in-torno al sesto mese con il ripristino della normale
sensibilità tattile e dolorifica della cornea.
Non sono evidenziabili fenomeni di alterazione della
trasparenza e del trofismo dopo il trattame-nto correlati a
meccanismi neuro-distrofici stromali da denervazione. La
microscopia confocale HRT II ha consentito una precisa
valutazione delle modifiche micro-morfologiche corneali in
vivo dopo cross-linking del collagene corneale nei pazienti
affetti da cheratocono entrando a pieno titolo nella ricerca
di base ed avanzata per la validazione di questa metodica.
Normale rigenerazione dell’epitelio corneale dopo
crosslinking corneale
Rigenerazione dei plessi nervosi dopo cross-linking corneale
Studio dello stroma corneale e dell'endotelio
Gli studi pre-clinici ex vivo ed in vivo su
modello animale hanno dimostrato che Il cross-linking in-duce
l’aumento dei legami interfibrillari, del diametro delle fibre
collagene nello stroma corne-ale anteriore e intermedio a
circa 300 micron di profondità con i parametri utilizzati
senza alcun danno per l’endotelio11 grazie all’effetto
concentrante della riboflavina (agente fotosensibilizza-
nte e fotoattenuante). Inoltre vi è un importante incremento
della resistenza all’azione litica della pepsina per un
enhancement dell’attività anticollagenasica corneale.
Istologicamente dopo il tra-ttamento è stato dimostrato “ex
vivo” un aumento del diametro delle fibre collagene, una maggi-
ore resistenza alla lisi enzimatica (effetto anti-collagenasico), la scomparsa (per apoptosi e ne-crosi foto-indotta) dei cheratociti dello stroma anteriore ed
intermedio seguita dal graduale ripo-polamento da parte dei cheratociti profondi ed una migliore ristrutturazione del
collagene.
Abbiamo ritenuto indispensabile dimostrare le modifiche
tissutali direttamente in vivo nell’uomo mediante la
microscopia confocale per contribuire a validare la metodica
in termini di sicurezza. (Premio SOI 2004: migliore ricerca
scientifica in Oftalmologia).
Eccetto un edema corneale transitorio e la sensazione di
corpo estraneo per 24-48 ore associata
a bruciore oculare e lacrimazione fino al completamento della riepitelizzazione, sovrapponibili al post-operatorio di una
chirurgia fotorefrattiva per i principali difetti di vista,
non abbiamo osser-vato allo stato attuale effetti
collaterali clinicamente evidenti sul segmento anteriore
eccetto un haze transitorio che ha risposto bene al
trattamento con steroidi topici (desametasone coll.
mon-odose), Nessun segno di endoteliopatia, deficit epiteliali
persistenti, cataratta, glaucoma o altro, né sul segmento
posteriore dove l’esame retinico mediante OCT da noi
effettuato non
ha rilevato alterazioni retiniche al polo posteriore
dell’occhio. Inoltre il trattamento non esclude la
possibilità di effettuare una cheratoplastica convenzionale
né sembra indurre alterazioni della tollerabilità
alle lenti
a contatto che risulta indipendente. Gli studi confocali in
vivo da noi effettuati dimostra-no, dopo cross-linking
corneale Riboflavina-UVA ad 1, 3 e 6 mesi ed 2 anni, ad una
profondità compresa tra 40 e 350 µ la rarefazione dei cheratociti dello stroma anteriore-intermedio fino a 270-320 micron (linea di demarcazione o zona di transizione
verticale), asso-ciata a marcato edema lacunare (il tessuto
corneale assume un aspetto che noi definiamo di tipo “spongioso” o
“a nido d’ape”. I cheratociti non sono
evidenziabili a partire sin dallo strato sub-epiteliale fino
a 350 micron. Al secondo mese è osservabile la iniziale
riduzione dell’edema che tuttavia persiste confocalmente
anche per 3-4 mesi ed un incremento della densità stromale
anteriore-intermedia con qualche fibra nervosa rigenerante.
Dal terzo mese in poi si comincia a intravedere qualche cheratocita attivato segno di iniziale ripopolamento
dello stroma anteriore, tuttavia occorre aspe-ttare il sesto
mese per rilevare una densa cellularità stromale composta
da cheratociti attivati, fibre nervose rigenerate, aumento
della densità tissutale (stroma iso e iperdenso) con netta ri-duzione dell’edema lacunare . Nell’area laterale
oltre i 9 mm non irradiata i cheratociti conserva-no un
aspetto normale con minima diffusione dell’edema.
Questo studio ha dimostrato per la prima volta in vivo
nell’uomo mediante microscopia confoca-
le HRT II che gli
effetti citotossici del cross-linking del collagenecorneale
applicato al trattamento conservativo del cheratocono
evolutivo sono significativamente alti ma concentrati nei 300
micron di profondità stromale con i parametri e i dosaggi da
noi utilizzati13 in base ai dati raccomandati in letteratura
da Wollensak e coll. In particolare la microscopia
confocale in real time in vivo co-nsente di rilevare una
necrosi diffusa dei cheratociti nello stroma corneale
anteriore ed interme-dio nell’immediato post-operatorio. Tale
quadro è associato alla presenza di un cospicuo edema stromale che assume caratteristiche di tipo spugnoso o “a
nido d’ape”.
L’edema tende a persistere a lungo nel post
operatorio riducendosi progressivamente nei primi
tre mesi.
Abbiamo osservato la presenza di una fitta trama fibrillare di
aspetto “trabecolare” in
cui è possibile scorgere,
mascherati in parte dall’edema, la
presenza di corpi cellulari “fantasma” e
“puntiformi” iperiflettenti, verosimilmente di natura
apo-ptotica (corpi apoptotici) e di nuclei più densi e
allungati probabili residui necrotici dei cheratoci-
ti. Questo studio dimostra l’effettivo ripopolamento
stromale da parte dei cheratociti degli strati
più profondi a partire tra il secondo e il terzo mese
post-operatorio con la ricomparsa di nuclei cellulari
attivati in tuttigli strati stromali intermedi
ed anteriori. A sei mesi di distanza dal tratta-mento il
ripopolamento stromale appare pressoché completo. Nella
nostra analisi micro-morfo-logica abbiamo
inoltre evidenziato aspetti particolari tra i
quali un aumento della densità della matrice extracellulare
stromale a partire dal secondo-terzo mese postope-ratorio,
segno indire-
tto di collagene cross-linkato che clinicamente non influenza
negativamente le capacità visive di questi pazienti . Al
contrario i rari casi di haze transitorio hanno
fatto rilevare caratteristiche ti-ssutali predittive in tre
situazioni confocalmente identificabili preoperato-riamente:
pazienti giova-ni sotto i 20 anni con aumento della densità
cheratocitica e dei cherato-coti attivati nello stroma
intermedio-anteriore, la presenza di strie scure (dark
microstrie) a pattern reticolareointrecciate, la presenza di
strie di Vogt marcate alla biomicroscopia. Queste
caratteristiche si correlano con
lo sviluppo potenziale di haze e ci permettono di adeguare
da subito il protocollo terapeutico postoperatorio
iniziando un trattamento steroideo topico fin da subito o in
estrema analisi esc-ludendo tali soggetti dalla terapia e in
ogni caso di informare beneil paziente sul rischio
individu-ale.La microscopia confocale HRT II ci ha
consentito di dimostrare una chiara zona di transizio-
ne verticale e laterale caratterizzate da una modesta
diffusione dell’edemae dalla presenza
di cellule regolarmente rappresentate sia nella zona
corneale periferica non sottoposta ad irra-diazione, sia ad
una profondità maggiore di 350 micron (tra 275 e 350
micron).
Questo dato rappresenta la dimostrazione in vivo della
effettiva penetrazione del trattamento ne-ll’uomo per la
prima volta al mondo con i parametri standardizzati.
Infatti lo stroma corneale profondo non subisce modificazioni
tissutali oltre i 350 micron né sono apprezzabili variazioni
nella densità e nella morfologia dell’endotelio fino ad oggi.
I risultati ottenuti con l’analisi
micro-morfologica in vivo mediante microscopia confocale a
scan-sione laser consentono ad oggi di poter considerare il cross-linking del cheratocono median-
te Riboflavina-UVA una metodica sicura e promettente per il
trattamento del cheratocono evolu-
tivo al fine di ritardare e
possibilmente evitare il ricorso al trapianto corneale.
La microscopia confocale a scansione laser risulta
un’indagine diagnostica molto più sensibile e specifica della
biomicroscopia per l’inclusione dei pazienti affetti da
cheratocono progressivo in questo trattamento. Lo studio
confocale in vivo sui primi casi da noi trattati in Italia a
Siena di-mostra, come sopra già sottolineato, che a partire
dal sesto mese post operatorio fino a 2
anni di follow-up
medio si assiste ad un incremento della densità della
matrice extracellulare
nello stroma anteriore ed intermedio.
Lo stroma profondo conserva invece una normale refletti-
vità .
L’aumentata reflettività che a nostro avviso rappresenta in
vivo il segno indiretto più im-portante
di una cornea cross-linkata, è indice di una neosintesi di
collagene ben strutturato a partire da cheratociti
provenienti dagli strati corneali più profondi dopo il
killing cellulare iniziale. L’espressione di un collageneben
strutturato e la bonifica cellulare dello stroma anteriore
inter-medio potrebbero spiegare la stabilità di questo
promettente trattamento da noi rilevata fino
ad oggi.Certamente occorrono studi più a lungo termine anche
sul piano dell’analisi tissutale, attualmente in fase
avanzata di valutazione ed approfondimento presso il nostro
Dipartimento.
Per
Prenotare una visita e per i dettagli tecnici pregasi
contattare:
il Dott. Cosimo Mazzotta
Il Dott. Mazzotta Risponde
Consulta le risposte ai quesiti piu' comuni, poste al Dott.
Cosimo Mazzotta sulle patologie dell'occhio e le possibili cure. |
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Lo Studio sul Cheratocono Lo studio Condotto dal Dott. Cosimo Mazzotta, Prof. Aldo
Caporossi, Dott. Stefano Baiocchi. |
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