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Dieci semplici regole sul Cheratocono
a cura del Dott.
Cosimo Mazzotta
Quì ci sono le mie 10 regole di base sul cheratocono, frutto
di tanta esperienza acquisita, sul che-
ratocono
e
sulle
distrofie della cornea, sulle mie indagini strumentali tra
le più sofisticate, quali la
microscopia
confocale, sulle
tecnologie più moderne a servizio dello studiodella
cornea e sulla
base
degli
insegnamenti
dei
Maestri
della prestigiosa Scuola Oculistica Senese, a cui mi onoro
di
appartenere. In questi 10 semplici punti, a me riconosciuti
a livello
nazionale ed internazionale,
persone di grande
intelligenza
e sensibilità, quali io considero tutti i pazienti affetti
da cheratoco-
no, si possono trovare
a
mio
avviso quasi tutte
le risposte ai quesiti più comuni sulla malattia;
i dettagli
però vanno
discussi
con
gli Esperti !
Alla luce dei progressi e degli studi scientifici degli
ultimi
anni fatti in questa delicatissima materia,
cui
senza
peccare di presunzione, credo di aver largamente contribuito,
oggi non si può lasciare
la
cura
del
cheratocono alla improvvisazione o alla fantasia di una volta!
pertanto prima di propo-
rre o
di sottoporsi
a qualsiasi terapia occorrono
una grande prudenza e una riflessione opportu-
namente
guidata,
poichè anche
quì vale la regola del "primum non
nocere!".
Le regole
1 Il cheratocono appartiene alle
malattie distrofiche “ectasiche” della cornea con caratteristiche di
tipo degenerativo ed è molto più frequente di quanto riportato in
letteratura;
2. Il cheratocono è una patologia
della cornea ad esordio giovanile, quasi sempre puberale e
bilaterale, spesso scambiata per un astigmatismo semplice o
associato a miopia;
3. Il cheratocono è una malattia “capricciosa” sul piano evolutivo,
richiede un attento monitoraggio clinico e strumentale da parte di
Oculisti esperti;
4. Il cheratocono ha un indice di
evolutività o peggioramento variabile in rapporto all’età di
esordio, alle caratteristiche genetiche del soggetto, ad alcuni
fattori ambientali, tendendo all’auto-stabilizzazione nella
terza-quarta decade di vita, con rarissime eccezioni; evolutività o
stabilità vanno sempre dimostrate dall’Oculista esperto!;
5. Il cheratocono evolutivo induce
un astigmatismo irregolare ed asimmetrico generalmente associato ad
un assottigliamento dello spessore della cornea;
6. Il
cheratocono è suddiviso in 4 stadi, a seconda della gravità clinica,
della curvatura corneale, dello spessore e della asimmetria corneale
inducente aberrazioni ottiche;
7. Il cheratocono oggi si cura sulla base della stadiazione, dell’età,
della evolutività e richiede conoscenze cliniche e tecniche molto
approfondite da parte di Oculisti esperti, senza improvvisazioni;
occhiali e lenti a contatto costituiscono il primo approccio per
migliorare la vista, ma non hanno alcun effetto sulla
stabilizzazione della malattia;
8. Il
cheratocono non può risentire positivamente di terapie sottrattive o
ulteriormente indebolenti la struttura biomeccanica della cornea,
sono invece indicate terapie additive negli stadi iniziali e
sostitutive negli stadi avanzati;
9. Il
cheratocono oggi può essere rallentato o bloccato se diagnosticato
precocemente, possibilmente prima che abbia indotto modifiche della
forma della cornea tali da non poter applicare o rendere scarsamente
efficaci le terapie conservative;
10. Il cheratocono in stadio
avanzato, non suscettibile di correzione contattologica, si può
curare con successo attraverso il trapianto di cornea lamellare e/o
perforante.
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